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giovedì 12 luglio 2012

Speciale: L'uomo che sapeva troppo





L'uomo che sapeva troppo (1956)

Hitchcock fa il remake di sè stesso: rispolvera una sua vecchia pellicola del '36 e ne calca i toni che funzionavano eliminando invece quelli datati, vecchi, troppo legati all'espressionismo e alle innovazioni tecniche di quegli anni.
Qui vediamo James Stewart e famiglia che viaggiono a Marrakesh e poi a Londra, ma tutto quello che gli capita intorno è fuori dall'ordinario, assolutamente non previsto e ancor più difficile da affrontare. Ma il maestro come sa mettere i suoi protagonisti nei casini è anche in grado di farli venir fuori nella maniera più strabiliante e la coreografia di personaggi, ambienti ecc. è un ritratto di tutti i luoghi del thriller che poi faranno scuola nel cinema anni Sessanta e a seguire.
Strabiliante l'uso del sonoro come indizio e strumento primo della storia: dai titoli di testa
con la didascalia sui piatti d'orchestra al fischio del bambino dalla stanza dove è tenuto prigioniero.
Ritmo incalzante, divertente e colorato, non il capolavoro di Hitchcock ma pur sempre uno delle sue colonne portanti.

Un film di Alfred Hitchcock.
Con James Stewart, Doris Day, Bernard Miles, Daniel Gélin, Brenda De Banzie. Titolo originale The Man Who Knew Too Much. Spionaggio, b/n durata 120' min. - USA 1956.

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