Sesso, bugie e videotape (1989)
Il film d'esordio di Soderbergh. Il neo regista punta il dito sulla comunicazione, creando personaggi verso cui lo spettatore è portato a congelare le sue emozioni e simpatie a causa della mancanza di fiducia che può riversarvi. Il sesso tradizionale e fedele non funziona più. L'alternativa è il tradimento oppure occuparsi dei propri stimoli e istinti attraverso soluzioni maniache quali studiare a fondo la persona che si vuole "amare" attraverso un'intervista sulle esperienze sessuali personali. Per Soderbergh non esiste più sincerità, forse neanche nell'arte della ripresa e a questo punto non ci sarebbe più nulla di cui stupirsi se già il mondo reale è fittizio, figuriamoci quello cinematografico. In regia semplice, molti carrelli e fluidità narrativa assoluta, non troviamo più nemmeno le risposte agli interrogativi quali per "legge" lo spettatore ha diritto di essere accontentato! Allora che cos'è davvero importante se la vita, il destino, la felicità, sono determinate dal caso e dalle coincidenze? L'amore, come sentimento massimo, crolla, si appiattisce. Lo si vede da come si comportano tra loro le due sorelle e l'uomo che risponde col suo classico atteggiamento da "manuale di sopravvivenza". Non c'è più forza e mera audacia, anche se l'identità dei personaggi, così fragile ed infantile, dovrebbe maturare; invece da una presentazione minima non si ottiene nessun mutamento di formazione da parte dei personaggi, sfociando così nel pessimismo peggiore, quello senza risposte.
Un film di Steven Soderbergh.
Con Andie MacDowell, Peter Gallagher, James Spader, Laura San Giacomo Titolo originale Sex, lies and videotape. Commedia, durata 100' min. - USA 1989
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