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domenica 24 febbraio 2013

Al cinema: Zero Dark Thrity




Zero Dark Thirty (2012)

Dopo The Hurt Locker, la Bigelow torna a confrontarsi con la guerra, ponendo sè stessa più vicina agli scontri e alle vicende bellicose di cui l'America ne è protagonista. Ma non è l'America a fare la guerra, è la stessa che annienta il senso e porta gli uomini ad "azzerare" sè stessi pur di uscire da quell'inferno. Per undici anni, dall'attacco al World Trade Center, si è tentato di scovare il nascondiglio di Osama Bin Ladin. I soldati hanno attraversato momenti di buio totale, sperduti nel deserto, con la mente che prendeva coscienza solo nei ricordi di casa propria. La volontà di annientare il primo terrorista del mondo è sbiadita ai piani superiori del governo americano, perchè in patria le cose cambiano, il governo cambia, c'è gente nuova, gente che invecchia, ma una donna non ha mai cambiato il proprio orgoglio e il desiderio di vendicare l'America e tutte le vittime di quel famoso disastro.
Con un montaggio serrato, volentieri anche con riprese da docufilm, non è più un inseguimento verso la gioia di sconfiggere il male, ma la speranza di uscire dall'inferno che lo stesso ha creato. Lo sfinimento del carattere umano non ha più emozioni e forza di proseguire. La guerra è troppo forte da sconfiggere con un arresto o un decesso.

Un film di Kathryn Bigelow. Con Jessica Chastain, Jason Clarke, Joel Edgerton, Jennifer Ehle, Mark Strong. Thriller, durata 157 min. - USA 2012

giovedì 21 febbraio 2013

Al cinema: Flight

Flight (2012)



Che film! Di forte impatto. Potente d'immagini e interpretazione. Il merito va, oltre che a un formidabile Denzel Washington, a un regista che in maniera silenziosa lascia l'impronta delle scene spettacolari concentrandosi stavolta solo all'inzio dell'opera, abbandona la drammaturgia e la teatralità della scena, per scavare all'interno dell'uomo e riuscire a far emergere i valori che paiono essere affogati nell'alcool e negli altri vizi. L'identità di una persona e la sua volontà d'essere sono in contrasto, fanno entrambe paura, sono pericolose per sè stessi e per gli altri (come la ragazza che rischia di tornare alla tossicodipendenza). Il capitano dell'aereo non ha paura del suo destino, in galera o scagionato, ma vuole combattere con la propria giustizia, quella della coscienza. Viene volutamente  messa da parte ogni sorta di retorica e inoltre la sceneggiatura oscilla magistralmente tra l'idea di un film di denuncia, familiare, di spettacolo, per reggere inanzitutto la suspense per quasi due ore e mezza (e personalmente ci riesce alla grande) e soprattutto orientare lo spettatore verso una strada in cui non ci sono più eroi e antieroi, ma solo uomini giusti o meno, che riconoscono di essere costretti a combattere quotidianamente contro tutto ciò che li circonda.

Un film di Robert Zemeckis.
Con Denzel Washington, Don Cheadle, Kelly Reilly, John Goodman, Bruce Greenwood. Titolo originale Flight. Drammatico, durata 138 min. - USA 2012

sabato 2 febbraio 2013

Ricordando: 1408



1408 (2007)

Sicuramente l'horror più bello tratto da un'opera di Stephen King dai tempi di Shining, o almeno il più serio, cupo e veramente horror.
Molto interessata (!) la regia nel girare intorno alle vicende del protagonsita (un ottimo John Cusack) sia all'interno degli elementi horror che quelli psicologici del protagonsita, che si dimostrano rilevanti per lo svolgersi della trama, anche perchè una volta delineati i tratti concreti e la natura della stanza, diciamo, non ci si può spingere troppo oltre per "non giudicare gli incubi da svegliati".
Molte idee carine, molti momenti di paura, tensione, molto coinvolgimento e qualche strizzata d'occhio a Shining ovviamente. Ma qui è più definita la situazione perchè per spaventare lo spettatore bastano i giochi di morte progettati dalla stanza stessa, non c'è nulla di pretenzioso e nessun riferimento nascosto o troppo intrecciato.
Ottimo lavoro al regista svedese!

Un film di Mikael Hafström. Con John Cusack, Samuel L. Jackson, Mary McCormack, Jasmine Jessica Anthony, Tony Shalhoub. Horror, Ratings: durata 104 min. - USA 2007

venerdì 18 gennaio 2013

Ricordando: Moon



MOON (2009)

Un soggetto originale scritto dal regista esrodiente (nonchè figlio di David Bowie), ispirandosi a 2001: Odissea nellos pazio, 2002: la seconda Odissea, Blade Runner, Solaris di Tarkowskij, attraverso la sobrietà di un'atmosfera delicata, lontana, fredda ma non troppo, distante. Tutte le citazioni o gli omaggi sono in realtà complementari all'idea di fantascienza che ha il regista e che vorrebbe trasmettere al pubblico. Non possiamo immaginarci lo spazio o anche solo la fantascienza senza introdurvi tutti la psicologia e l'inquietudine che hanno fotografato i capolavori di sci-fi.
Protagonista è l'apparente inquietudine di Sam Rockwell che si rivela una paura elementare, data la sua natura, quindi dalle reazioni molto artificiose, lente, innocenti. E l'innocenza di un clone non è voluta perchè vi è stata impiantata. La figura del computer di bordo Gerty è invece molto più umana, vicina al suo comandante e lo aiuta come mai ci si aspetterebbe da un robot. Il computer ha un monitor attraverso il quale mostro il suo smile attuale, ma le sue azioni sono incredibili.
Sam Rockwell è straordinario a interpretare i due ruoli, tra l'altro il personaggio era stato scritto apposta per lui.
Ottimo film, molto sensibile, a volte dalle trovate commerciali ma è giusto così. Un'ottima fantascienza dalle basi nelle colonne di cinquant'anni fa ma dallo spirito veramente fresco!

Un film di Duncan Jones.
Con Sam Rockwell, Kevin Spacey. Fantascienza, durata 97 min. - Gran Bretagna 2009

sabato 12 gennaio 2013

Speciale: Mani sulla città




Mani sulla città (1963)

Uno dei ritratti più belli di un'Italia che stava cominciando ad essere un'ottima mangiatoia per chi è imprenditore, avvocato, sindaco, assessore, politico. Rosi punta il dito sì, ma solo contro, perchè solo questo può fare, chi non ha rispetto morale per il proprio Paese, per la propria città, per la gente che vota e si fida e muore per mano di queste persone. Più attuale che mai, una pellicola potente, dalle immagini molto forti, dal sapore ancora fresco di ferro arruginito, un grido che risuona freddo nelle aule del comune fin dentro le case dei disperati abitanti che non si rendono conto del potere che hanno in questa democrazia, e prova a farglielo capire uno straordinario Carlo Fermariello che interpreta oltre che l'opposizione ma anche la voce della coscienza che a gran voce cerca di suonare le trombe della sveglia per far smettere ogni scempio, ma purtroppo la legge è scritta apposta per coloro che la devono sfruttare e sono gli stessi che l'hanno imbastita e approvata.
Rod Steiger è imponente, inquietante, sobrio e bellissimo.
Rosi esplode con questo film e divente star internazionale, ma gli italiani se lo dimenticano facilmente.

Un film di Francesco Rosi. Con Rod Steiger, Guido Alberti, Marcello Cannavale, Alberto Canocchia, Salvo Randone, Dante di Pinto Drammatico, Ratings:  b/n durata 110 min. - Italia 1963

Ricordando: Crank: High Voltage



Crank: High Voltage (2009)

Un film d'azione gestito come un videoclip senza freni sotto l'effetto di anfetamine!  Divertente e spassoso, nuovo di genere, esagerato ma innocente, nessuna critica, anzi, tra la violenza esagerata e le scene di sesso gratuite e senza precedenti, si intravede un fine buonismo da videogame, dove tutti gli elementi esagerati appartengono solo a chi se li merita o a chi ha dei problemi con l'appartenere al mondo degli umani normali!
Statham è furioso e insuperabile, la regia è di nuovo straordinaria, Taylor e Neveldine sono coraggiosi e sono sicuri di quello che stanno facendo (girando) perchè oltre ad essersi conquistati il pubblico con il primo Crank (2006) hanno continuato a orientarsi verso ciò che funziona, l'esagerazione genuina e le strizzate d'occhio gigionesche!

Un film di Brian Taylor, Mark Neveldine.
Con Jason Statham, Amy Smart, Bai Ling, Corey Haim, Glenn Howerton. Efren Ramirez, Dwight Yoakam, Clifton Collins Jr., Christine Quynh Nguyen, Joseph D. Reitman, Holly Weber, Liana Mendoza, Joseph Julian Soria, Reno Wilson, Billy Unger, Nicole Randall, Janna Beth, Menina Fortunato, Shirley To, Simone Bargetze, Setu Taase, Darryl Chan, Jimmy Ortega, Mandy Amano, Anne Girard, Art Hsu, Tony Flores, Ted Garcia, Ho-Kwan Tse, Orlando Wilson, Jason Trost, Najja Meeks, Larry Eudene, Portis Hershey, Yeva-Genevieve Lavlinski, Atticus Todd, Alexandre Chen, Jessica Millhouse, Jai Stefan, Danna Hansen, Sorana Black, Kurly Tlapoyawa Azione, durata 96 min. - USA 2009.

sabato 5 gennaio 2013

Speciale: Guida galattica per autostoppisti (2005)



Guida galattica per autostoppisti (2005)

Dalla mente di Douglas Adams, una serie di avventure strabilianti, spettacolari, fantasiose oltre l'inverosimile, tutte raccolte in un libro, appunto "Guida galattica per autostoppisti" e poi, dopo vent'anni di tentativi, finalmente approda sul grande schermo, senza che il suo autore possa vedere il prodotto finito (come indica la dedica a fine film).
Non è Balle Spaziali e non sono i Monty Python, ma è humour straordinario, molto fine, delicatamente catastrofico, pulito, imprevedibile e atemporale.
La ricerca del senso della vita è il continuo imperterrito amletico quesito dell'uomo, primo e ultimo tormento che mai lo abbandonerà, in ogni parte della galassia e nei milioni di anni tutti aspettano la risposta, ma lo stesso computer più potente mai costruito cadrà vittima della passività televisiva (unica gag un po' datata)!
La vita, strana, monotona, lunga, breve, che sia, è visionaria sempre più di quello che può sembrare, perchè in qualunque altra dimensione potremmo essere cibo per animali o gomitoli di lana parlanti.
Gag oltremisura veramente meravigliose e commoventi per la loro genuinità.

Un film di Garth Jennings. Con Martin Freeman, Mos Def, Sam Rockwell, Zooey Deschanel, Bill Nighy, Anna Chancellor, John Malkovich, Warwick Davis, Su Elliot, Stephen Fry, Richard Griffiths, Simon Jones, Thomas Lennon, Mark Longhurst, Kelly MacDonald, Bill Bailey, Dominique Jackson Titolo originale The Hitchhiker's Guide to the Galaxy. Fantascienza, Ratings: Kids, durata 110 min. - USA, Gran Bretagna 2005

giovedì 3 gennaio 2013

Speciale: True Lies (1994)



True Lies (1994)

James Cameron dà una sonora e spettacolare lezione ai registi e agli idoli macho anni Ottanta e Novanta presentando il più spettacolare action movie di tutti i tempi. Basandosi su una commedia francese di due anni prima, Cameron adatta i dialoghi e sforna un buon prodotto che ha la forza in tutti gli effetti digitali che non mancano mai e nel ritmo frenetico che non smette di divertire anche se ha alla base la classica formula con climax, sorrisi, ostaggi ecc.</p><p>Ci sono voluti 100 milioni per dare vita a questa pellicola, non si vedranno tutti ma si sa che con Cameron non si può mai stare tranquilli. Ottimo Schwarzenegger e favolosa la Curtis.

Un film di James Cameron.
Con Tom Arnold, Jamie Lee Curtis, Arnold Schwarzenegger, Tia Carrere, Eliza Dushku, Art Malik, Bill Paxton, Charlton Heston, Grant Heslov, Marshall Manesh, James Allen, Dieter Rauter, Jane Morris, Katsy Chappell, Crystina Wyler Avventura, Ratings: Kids+13, durata 141' min. - USA 1994

Un film di James Cameron.
Con Tom Arnold, Jamie Lee Curtis, Arnold Schwarzenegger, Tia Carrere, Eliza Dushku, Art Malik, Bill Paxton, Charlton Heston, Grant Heslov, Marshall Manesh, James Allen, Dieter Rauter, Jane Morris, Katsy Chappell, Crystina Wyler Avventura, Ratings: Kids+13, durata 141' min. - USA 1994

domenica 30 dicembre 2012

Ricordando: Americani



Americani (1992)

Un'ottima prova d'attori, teatrale ma senza alti e bassi nel ritmo e senza inizio e fine della storia.
Questo è un ritratto della guerra che si combatte ogni giorno negli uffici degli agenti immobiliari e i soldati sono acerrimi  nemici e concorrenti e che girano la loro bandieruola sempre dove il vento tira. Farcito di lezioni di vita, sopravvivenza nella giungla e scontri verbali volgarmente sofisticati ma veri!
Ottimi attori, tutti formidabili e al loro posto che entrano ed escono come se fossero vestiti di una lavanderia appesi al binario, puliti e stirati anche se vestono personaggi sporchi, falsi, ambigui, corruttibili, fragili e umani.
L'inferno che tutti i giorni viene costruito da fandonie dei venditori distrugge il mondo che li circonda, creando la realtà e la vita intorno al tavolo dove è seduto il cliente con il venditore. L'unica cosa importante è la firma sul contratto, nient'altro.


Un film di James Foley.
Con Jack Lemmon, Ed Harris, Alec Baldwin, Jonathan Pryce, Al Pacino.
Titolo originale Glengarry Glen Ross. Drammatico, durata 100' min. - USA 1992

Ricordando: 1855 - La grande rapina al treno




1855 - La grande rapina al treno

Un ritratto molto interessante dell'Inghilterra in quegli anni attraverso un stile sciolto e trasparente, a volte un po' troppo. Dettagliato, curato, preciso, Michael Crichton ricostruisce alla perfezione una rapina realmente accaduta nel 1855, lasciando molto nelle mani degli attori protagonisti, che hanno fatto il loro dovere rispettando ruoli e posizioni, cosa non facile nei film d'azione in costume.
Divertente, un po' fuori moda per essere del 1978, e troppo lontano dai classici se comparato a Butch Cassidy e Sundance Kid, Un colpo all'italiana, La stangata ecc. Ma è fluido, sincero, freddo e secco.
Il ritmo sempre caldo e dialoghi perfetti assicurano divertimento e intrattenimento allo spettatore (perchè poi è sempre questo quello di cui bisogna parlare) il quale riesce a illuminarsi di fronte alla miriade di dettagli presentati con un pizzico di gigioneria registica

Un film di Michael Crichton.
Con Donald Sutherland, Sean Connery, Lesley-Anne Down Titolo originale The First Great Train Robbery. Avventura, Ratings: , durata 111' min. - USA 1978

mercoledì 26 dicembre 2012

Speciale: Mean Streets



Mean Streets (1973)

Troppo ci sarebbe da scrivere se si volesse inserire storicamente la pellicola negli anni che hanno forgiato il nuovo cinema americano, l'influenza delle neo avanguardie, citazioni di Truffaut, Godard e (nel classico) di Hawks. Scorsese sa quello che fa. Ha coraggio ma si dimostra genuino, fedele al suo credo. Si nasconde nella notte, come un non troppa voglia di portare fuori dal passato una storia autobiografica dipinta col sangue e la violenza, sia carnale che spirituale. Non a caso la pellicola passa ininterrottamente tra feste italiane, processioni, cristi e madonne. Semplice ma veramente pulsante la storia raccontata. Ricca di vita, d'azione, di sentimenti, paure e personaggi folli e inseriti pienamente nell'atmosfera.
Grandiosi De Niro e Keitel. La telecamera non li molla un secondo, a distanza veramente ravvicinate e inseguimenti straordinari, semplici, ma vivi!
Ottima colonna sonora. Cameo della madre di Scorsese nelle ultime scene.

Un film di Martin Scorsese. Con Robert Carradine, Harvey Keitel, Robert De Niro, Cesare Danova, David Carradine. Drammatico, durata 110 min. - USA 1973

Ricordando: La grande fuga



La grande fuga (1963)

Una grande storia, dalla grande sceneggiatura e dall'ottimo cast. Non datato, ma troppo in luce lo Star System che suona dietro ogni stella presentata sullo schermo. Charles Bronson e Steve Mc Queen in primis. Ma combattono veramente da professionisti, come tutto il cast. Pleasence e Attenborough in prima linea, per non citare Coburn e Garner.
La parola d'ordine è onore. Onore all'ordine militare, qualunque nazione rappresenti. Onore all'uomo, ai valori. Non c'è violenza in questa pellicola, zero sangue, ma anzi umanità, solidarietà, valori in campo, la confessione (diretta o meno) dei propri errori e i premi per gli sforzi. Un po' retorico ma lontano anni luce dal   buonismo gratuito e il finale ne è la prova. Una parabola grandiosa, kolossal per l'epoca e un evergreen per ogni palato


Un film di John Sturges. Con Charles Bronson, James Coburn, Donald Pleasence, James Garner, Steve McQueen, Richard Attenborough Titolo originale The Great Escape. Guerra, durata 168' min. - USA 1963

RIcordando: I 3 giorni del Condor




I 3 giorni del Condor (1975)

Ormai un po' datato, ma avvincente e di invenzioni visive e di ritmo veramente efficaci. Ottima regia, accademica e chirurgica. Il senso del tempo è il punto chiave della vicenda, dove nulla ha risposta ma non è importante perchè la vita è in gioco e non si può far altro che scappare. Robert Redford è all'apice della carriera e si vede come si destreggia di fronte alla telecamera, ma è un professionista e si vede.
Sidney Pollack riesce a gestire tutto alla perfezione, anche se a volte anticipa un po' troppo lo stile avanguardistico staccandosi dal classicismo della sua posizione regisitica.

Un film di Sydney Pollack. Con Robert Redford, Max von Sydow, Faye Dunaway, Cliff Robertson, Addison Powell, John Houseman, Michael Kane, Tina Chen, Hank Garrett, Don McHenry, Walter McGinn, Michael Miller, Jess Osuna, Dino Narizzano, Helen Stenborg, Patrick Gorman Titolo originale Three Days of the Condor. Drammatico, durata 117' min. - USA 1975.

martedì 18 dicembre 2012

Speciale: Hurt Locker

Hurt Locker (2008)



In bilico tra il documentario e il film/diario, un'avventura in diretta all'interno delle missioni americane in Medio Oriente, ormai dipinte con sempre meno storia ma si sviluppano solo i ritratti dei momenti quotidiani,  distanti e onirici, veri in una realtà rallentata, fredda, come sottolineano le didascalie all'inizio del film: una droga, come la guerra.
Kathryn Bigelow si tuffa a capofitto nella vicenda, con la telecamera che sembra un fucile carico e puntato. Un'anima adrenalinica che non dorme mai, non c'è tempo. Nè voglia, la realtà non dorme mai, perchè la notte come il giorno, la vita e la morte, sono gli elementi che anche se distanti possono identificare l'Inferno che si è creato in quei deserti agguerriti. Fotografia digitali ma necessaria. Rapido, svelto, ancora una volta, come tutti i personaggi dei film della Bigelow, davvero distante dall'umano in quanto sentimentale ma strettamente vittima delle circostanze: veri uomini d'istinto, addestrati, coraggiosi, ma che hanno perso il lato umano per tornare coi piedi alla loro realtà.

Un film di Kathryn Bigelow.
Con Jeremy Renner, Anthony Mackie, Guy Pearce, Ralph Fiennes, Brian Geraghty. David Morse, Christian Camargo, Evangeline Lilly Drammatico, durata 131 min. - USA 2008

martedì 4 dicembre 2012

Speciale: L'ultimo boyscout




L'ultimo boyscout (1991)

Tony Scott ha il suo pubblico e se lo porterà fino alla morte. Ma classificare un regista per un certo tipo di pubblico a volte può dissuadere troppo tutti gli altri e così ogni volta che esce una sua pellicola è una sorpresa, bella o brutta. Questo film è la sorpresa più bella a cavallo degli anni Ottanta con gli anni Novanta! La cattiveria e la violenza gratuita di Robocop e Terminator nella vita vera, quella veloce, sporca, schifosa, filosofica ma immorale. Scott ci sguazza in questo mondo e si appoggia al grande Bruce Willis, immortale maestro nella gigioneria d'azione dell'uomo stanco che non ne può dalla vita, ma continua a vincere a modo suo, anche dopo aver "avvisato" i cattivi. Cattivo, violento, quello di cui c'è bisogno. Ottime musiche, fotografie, e sceneggiatura! Soggetto e sceneggiatura sono ai primi posti per l'intero decennio!

Un film di Tony Scott.
Con Bruce Willis, Damon Wayans, Chelsea Field, Halle Berry, Frank Collison. Titolo originale The Last Boy Scout. Poliziesco, durata 105' min. - USA 1991

Ricordando: Spygame



Spygame (2001)

Non è la tecnica il problema di Ridley Scott, anzi, è la mancanza di pathos, di charme, perchè tutto si presenta speciale, notevole, appena viene ripreso. La passività per lo spettatore è il punto debole di Tony Scott per quanto spesso e volentieri potrebbe funzionare abbastanza bene(Top Gun, Ultimo Boyscout, Una vita al massimo, Nemico pubblico).
Robert Redford è praticamente intoccabile, furbo, spiritoso, perfetto, lo stesso si potrebbe dire di Brad Pitt, sempre in forma. Ma se non vi sono elementi di discussione non si può intervenire contro e a pro a film e questo ne è il suo, forse unico, difetto. Il resto è azzeccato, preciso, provato, ritmato, senza mezzi termini, giovanile e seio allo stesso tempo. Ma dopo che succede quando il film è finito?

Un film di Tony Scott.
Con Robert Redford, Brad Pitt, Catherine McCormack, David Hemmings, Stephen Dillane. Spionaggio, durata 126 min. - USA 2001

mercoledì 28 novembre 2012

Ricordando: Scanners



Scanners (1981)

Cronenberg, in piena ascesa mentre sta cercando il film che lo possa confermare nel Pantheon degli eletti del cinema horror, pare che abbia trovato un modello splatter psicologico per affrontare la sua misticità che avvolge l'uomo e lo trasforma, fisicamente che psicologicamente.
Qui abbiamo due superuomini, protagonista e antagonista: due Scanners. Telepatici molto potenti e trasformati in questo dal loro padre, uno scienziato. L'horror rimane un po' defilato, per questo il ritmo e l'interesse da parte del pubblico rischia più volte di precipitare, ma la regia e la musica sono fortemente azzeccate e così il tutto, a budget ridottismo, funziona perfettamente. Memorabile lo scontro fra titani sul finale, dove qui veramente vediamo tutti gli ingredienti del cinema horror moderno galleggiare sulla cellualosa!


Un film di David Cronenberg.
Con Jennifer O'Neill, Patrick McGoohan, Stephen Lack, Michael Ironside, Lawrence Dane. Fantastico, durata 102' min. - Canada 1981. - VM 14

giovedì 22 novembre 2012

Speciale: Dark City (1998)





Dark City (1998)

Da dove salta fuori quel capolavoro di Matrix? Probabilmente molto l'ha attinto da qui. La fine del millennio fa scaturire molte idee diverse sulla realtà che ci circonda, mettendo in discussione la nostra concezione di tale. Nasce una nuova filosofia, cupa, dark appunto, pericolosa, che troviamo accennata da lontano in Fight Club, ma quella è creata nella mente di Edward Norton. Qui siamo troviamo teorie fantascientifiche che oggi stanno prendendo forma. Sincretismo, dejavu, esperimenti fisici con influenze psicofisiche e paranormali.
Quattordici anni fa al cinema troviamo un gruppo di alieni che studiano gli umani per trovare una risposta a cos'è la vita e l'anima. Ricostruiscono un'intera città nello spazio e vi collocano esseri viventi, i quali credono di vivere una vita normale e soprattutto di possedere una memoria unica, vera. Tutto falso. Il personaggio protagonista non è altro che un escamotage per avere una storia, e difatti non ne parleremo. Il buco grosso di sceneggiatura non trova risposta per tutto il film: come fa il protagonista ad risvegliare quei poteri, che in teoria ognuno di noi possiede?
Questa è una presa di coscienza che forse un giorno si raggiungerà, ma è un'anticipazione ancora troppo avanti coi tempi e non ci si può permettere di "possederla" perchè sarebbe fuori controllo.
Il film è platonismo puro, ma così estremo non era mai pensato. E' logico pensare che Dark City sia una  metafora del nostro mondo, cosa che ha fatto Matrix l'anno successivo, ma soprattutto fa tremare le fondamenta delle nsotre convinzione e libera la mente umana portandola alla coscienza dell'esistenza come la conosciamo noi. Il trucco è essere preparati, perchè tecnicamente ci si ferma a un ritratto esterno.
Basso successo ma in seguito il film è divenuto un cult. Ottime scenografie e ancora funzionalissimo e ormai indispensabile per il cinema visionario. Ottimo lavoro di Alex Proyas, anche se non è aiutato dall'attore protagonsita. Azzeccato invece Kiefer Sutherland.

Un film di Alex Proyas.
Con Rufus Sewell, William Hurt, Kiefer Sutherland, Jennifer Connelly, Richard O’Brien. Horror, durata 106 min. - USA 1998

venerdì 16 novembre 2012

Ricordando: Ancora 48 ore

Ancora 48 ore (1990)



Ci prova e ci riesce ancora Walter Hill a proporre i due personaggi,non stanchi,forse solo un o' sbigottiti (soprattutto Murphy)qui in dirittura d'arrivo del suo momento d'oro.
Ci troviamo di fronte a un nostalgico e non rivissuto Walter Hill.Le scene d'azione vengono stirate e allungate come se per lo spettatore non ce ne fosse mai abbastanza ed è quello che il regista gradirebbe. Ma si sente l'idea di voler e dover cambiare.Hill si appoggial passato per non rischiare male,per un sequel che non ha visto la luce per 8 anni dal primo capitolo.Dopo qualche mese uscirá Speed e così si ricostruisce la filosofia e la metodologia dei film d'azione. Ottimo prodotto.Divertente, catastrofico e serio nei punti giusti. Ancora di James Horner la colonna sonora.


domenica 11 novembre 2012

Speciale: 48 ore



48 ore (1982)

Tra commedia e azione, uno dei primi exploit polizieschi dove a dirigere lo show è una coppia eterogenea composta da un bianco e da un nero. Grande spettacolo per un western girato al presente con una grande dinamicità e matura imprevedibilità da parte di Walter Hill che presenta una città completamente sotto ostaggio e la polizia, dipinta con i primi tratti commerciali che stavano venendo fuori in quegli anni (caffè e ciambella ecc), è l'arma che la giustizia deve dare alle persone giuste (memorabile lo show di Murphy nel locale sudista). Ottimi inseguimenti, un buon gusto per lo spettacolo, indimenticabile Nick Nolte e il suo gigionismo dosato da americano rivoltoso. Si sente profumo di star system, ma è il 1982, è ancora presto per puntare il dito. Seguito da Ancora 48 ore girato 8 anni dopo. Rampa di lancio per Eddie Murphy

Un film di Walter Hill.
Con Nick Nolte, Eddie Murphy, James Remar, Annette O'Toole, Frank McRae. Titolo originale 48 HRS. Poliziesco, durata 97 min. - USA 1982