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giovedì 22 novembre 2012

Speciale: Dark City (1998)





Dark City (1998)

Da dove salta fuori quel capolavoro di Matrix? Probabilmente molto l'ha attinto da qui. La fine del millennio fa scaturire molte idee diverse sulla realtà che ci circonda, mettendo in discussione la nostra concezione di tale. Nasce una nuova filosofia, cupa, dark appunto, pericolosa, che troviamo accennata da lontano in Fight Club, ma quella è creata nella mente di Edward Norton. Qui siamo troviamo teorie fantascientifiche che oggi stanno prendendo forma. Sincretismo, dejavu, esperimenti fisici con influenze psicofisiche e paranormali.
Quattordici anni fa al cinema troviamo un gruppo di alieni che studiano gli umani per trovare una risposta a cos'è la vita e l'anima. Ricostruiscono un'intera città nello spazio e vi collocano esseri viventi, i quali credono di vivere una vita normale e soprattutto di possedere una memoria unica, vera. Tutto falso. Il personaggio protagonista non è altro che un escamotage per avere una storia, e difatti non ne parleremo. Il buco grosso di sceneggiatura non trova risposta per tutto il film: come fa il protagonista ad risvegliare quei poteri, che in teoria ognuno di noi possiede?
Questa è una presa di coscienza che forse un giorno si raggiungerà, ma è un'anticipazione ancora troppo avanti coi tempi e non ci si può permettere di "possederla" perchè sarebbe fuori controllo.
Il film è platonismo puro, ma così estremo non era mai pensato. E' logico pensare che Dark City sia una  metafora del nostro mondo, cosa che ha fatto Matrix l'anno successivo, ma soprattutto fa tremare le fondamenta delle nsotre convinzione e libera la mente umana portandola alla coscienza dell'esistenza come la conosciamo noi. Il trucco è essere preparati, perchè tecnicamente ci si ferma a un ritratto esterno.
Basso successo ma in seguito il film è divenuto un cult. Ottime scenografie e ancora funzionalissimo e ormai indispensabile per il cinema visionario. Ottimo lavoro di Alex Proyas, anche se non è aiutato dall'attore protagonsita. Azzeccato invece Kiefer Sutherland.

Un film di Alex Proyas.
Con Rufus Sewell, William Hurt, Kiefer Sutherland, Jennifer Connelly, Richard O’Brien. Horror, durata 106 min. - USA 1998

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