MOON (2009)
Un soggetto originale scritto dal regista esrodiente (nonchè figlio di David Bowie), ispirandosi a 2001: Odissea nellos pazio, 2002: la seconda Odissea, Blade Runner, Solaris di Tarkowskij, attraverso la sobrietà di un'atmosfera delicata, lontana, fredda ma non troppo, distante. Tutte le citazioni o gli omaggi sono in realtà complementari all'idea di fantascienza che ha il regista e che vorrebbe trasmettere al pubblico. Non possiamo immaginarci lo spazio o anche solo la fantascienza senza introdurvi tutti la psicologia e l'inquietudine che hanno fotografato i capolavori di sci-fi.
Protagonista è l'apparente inquietudine di Sam Rockwell che si rivela una paura elementare, data la sua natura, quindi dalle reazioni molto artificiose, lente, innocenti. E l'innocenza di un clone non è voluta perchè vi è stata impiantata. La figura del computer di bordo Gerty è invece molto più umana, vicina al suo comandante e lo aiuta come mai ci si aspetterebbe da un robot. Il computer ha un monitor attraverso il quale mostro il suo smile attuale, ma le sue azioni sono incredibili.
Sam Rockwell è straordinario a interpretare i due ruoli, tra l'altro il personaggio era stato scritto apposta per lui.
Ottimo film, molto sensibile, a volte dalle trovate commerciali ma è giusto così. Un'ottima fantascienza dalle basi nelle colonne di cinquant'anni fa ma dallo spirito veramente fresco!
Un film di Duncan Jones.
Con Sam Rockwell, Kevin Spacey. Fantascienza, durata 97 min. - Gran Bretagna 2009
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