Ci prova e ci riesce ancora Walter Hill a proporre i due personaggi,non stanchi,forse solo un o' sbigottiti (soprattutto Murphy)qui in dirittura d'arrivo del suo momento d'oro.
Ci troviamo di fronte a un nostalgico e non rivissuto Walter Hill.Le scene d'azione vengono stirate e allungate come se per lo spettatore non ce ne fosse mai abbastanza ed è quello che il regista gradirebbe. Ma si sente l'idea di voler e dover cambiare.Hill si appoggial passato per non rischiare male,per un sequel che non ha visto la luce per 8 anni dal primo capitolo.Dopo qualche mese uscirá Speed e così si ricostruisce la filosofia e la metodologia dei film d'azione. Ottimo prodotto.Divertente, catastrofico e serio nei punti giusti. Ancora di James Horner la colonna sonora.
Tra commedia e azione, uno dei primi exploit polizieschi dove a dirigere lo show è una coppia eterogenea composta da un bianco e da un nero. Grande spettacolo per un western girato al presente con una grande dinamicità e matura imprevedibilità da parte di Walter Hill che presenta una città completamente sotto ostaggio e la polizia, dipinta con i primi tratti commerciali che stavano venendo fuori in quegli anni (caffè e ciambella ecc), è l'arma che la giustizia deve dare alle persone giuste (memorabile lo show di Murphy nel locale sudista). Ottimi inseguimenti, un buon gusto per lo spettacolo, indimenticabile Nick Nolte e il suo gigionismo dosato da americano rivoltoso. Si sente profumo di star system, ma è il 1982, è ancora presto per puntare il dito. Seguito da Ancora 48 ore girato 8 anni dopo. Rampa di lancio per Eddie Murphy
Un film di Walter Hill.
Con Nick Nolte, Eddie Murphy, James Remar, Annette O'Toole, Frank McRae. Titolo originale 48 HRS. Poliziesco, durata 97 min. - USA 1982
Cogan - Killing them softly (2012)
Il titolo è una chiara metafora e denuncia nei confronti dei governanti che da lontano, attraverso grandi discorsi retorici, parlando di uguaglianza e di patriottismo, si credono di poter illudere tutto il Paese a indirizzarlo verso il progresso ma in realtà non funziona nulla. Soprattutto in questa porzione di terra non troppo definita ma lo stesso inquietante, dove l'economia sembra non sia mai andata bene, la gente col poco che ha fa rapine, compra droga, spaccia, elemosina, l'America ha abbandonato questi posti. Li ha uccisi da lontano. "In America - come dice Pitt - sei solo" e i volti e le voci di Obama, Mc Caine, Bush, perennemente incollati alla radio e alla tv svelano un cinismo non più trascinatore, ma falso e velenoso. Questo fa incrementare la violenza, si perdono gli onori e tutto si distrugge perchè l'uomo ormai si muove solo per i soldi e fa finta di avere ancora dei sentimenti. Alla terza pellicola Dominik ha dimostrato di essere maturato, freddo e artistico. Deliziosi movimenti di regia, un'ottima fotografia e un cast, anche se "ridotto" veramente eccezionale: Gandolfini è un uomo vuoto, perso ed è un killer, uno dei migliori; finisce la sua storia confessandosi addosso, come lo stesso Ray Liotta, eccezionale anche lui.
Pitt e Mendelshon sono due bombe pronte a esplodere. Due Cowboys sempre in canna, formidabili.
Un film di Andrew Dominik.
Con Brad Pitt, Ray Liotta, James Gandolfini, Richard Jenkins, Vincent Curatola, Scoot McNairy, Ben Mendelsohn, Trevor Long, Max Casella, Sam Shepard, Slaine Titolo originale Killing Them Softly. Commedia, Ratings: Kids+16, durata 100 min. - USA 2012
"Non deluderà" e così è. Non c'è nulla di cui lamentarsi se si parla dell'ultima pellicola che ha protagonista James Bond, a cinquant'anni dal primo anno d'uscita. Dalla prima scena all'ultima, dal cattivo alle smorfie del protagonista, a Q, M, il gran finale in onore del classico e l'azione dosata al punto giusto. Poco spionaggio questa volta, ma in due ore e mezza di film c'è stato tutto. Davvero tutto. Interessante il confronto tra classico, nuovo, antiquato, dove si formano battibecco e nessuno la spunta perchè la verità sta in bocca al singolo spettatore. è normale trovarsi a storcere il naso ogni tanto perchè pare che qualcosa non torni o sia troppo banale e deja vu, ma i film si vedono integralmente e il filo già teso sul quale James Bond corre non si spezza e fila tutto. Pochi ma buoni gli effetti speciali, bellissime locations e non fuori luogo le Bond girls, tra cui un'inaspettata Moneypenny, davvero in gran sorpresa! Ottimo Craig (finalmente), non da meno Bardem e una strizzata d'occhio a Finnes. Bentornato James Bond!!
Un film di Sam Mendes. Con Daniel Craig, Judi Dench, Javier Bardem, Ralph Fiennes, Naomie Harris. Berenice Marlohe, Ben Whishaw, Albert Finney, Rory Kinnear, Ola Rapace, Tonia Sotiropoulou, Helen McCrory Azione, durata 143 min. - USA, Gran Bretagna 2012
Jim Carrey in un horror? Un po' assurdo ma non era male l'idea di inserirlo in un pacchetto presentato nel suo piccolo visionario e funanbolico. Joel Schumacher illustra la sua visione della vita così sporca e continuamente frustata dalle piccole cose che l'uomo si porta dietro più per costrizione e accettazione della realtà che per suo spirito e richiamo. Il numero 23 e le sue leggende sono un prestesto per svelare la vera realtà, rispolverare un passato che era stata l'ossessione del protagonista, poi ne è guarito ma il destino è sempre beffardo verso qualcuno: il problema è arrivare vivi alla soluzione del problema.
Ottima costruzione e disorientamento dello spettatore, forse troppo, ma i parecchi buchi di sceneggiatura rovinano e si fanno sentire. Un buon ritmo e una stupenda fotografia per un film a così budget ristretto.
Da vedere.
Un film di Joel Schumacher.Con Jim Carrey, Virginia Madsen, Logan Lerman, Danny Huston, Lynn Collins. Drammatico, durata 95 min. - USA 2007
Dopo gli Arma Letale, questo è l'ennesimo tentativo di lanciare la coppia, già piaciuta in "Chi non salta bianco è" (dal titolo italiano orrendo e impronunciabile), Harrelson e Snipes, un po' come Gould e Sutherland in S.P.Y.S dopo M.A.S.H.
L'idea funziona, anche se un po' bambinesca, ma meglio restare in superficie e godersi l'azione perchè da una trama così semplice non ci si possono aspettare riferimenti e indagini sull'etnia ecc. Meno male che c'è Jennifer Lopez, più pulita e genuina che mai, portoricana a mettere un bilanciere tra i due protagonisti. Pare che il copione sia stato seguito poco nei duetti dei due personaggi, e si sente, ma il tutto galleggia su di uno humour molto semplice e poco velenoso, molto di Bronx o comunque da pubblico americano.
L'azione non manca e la scena finale è da antologia per il ciclo "alta tensione".
Un film di Joseph Ruben. Con Robert Blake, Wesley Snipes, Jennifer Lopez, Woody Harrelson Poliziesco, durata 103' min. - USA 1995
Un anno meraviglioso il '95! Escono al cinema: Seven, Heat la sfida, Casino, Esercito delle 12 scimmie, Die Hard - duri a morire. Singer, Fincher, Mann, Scorsese, Gilliam, Mc Tiernan. Gli anni d'oro per i film di questo genere, merito dei grandi personaggi portati sullo schermo, degli attori che li hanno interpretati, dei registi che gli hanno diretti. Altro punto fondamentale è la storia, la trama, che a volte brilla un po' di più o un po' di meno ma fa comunque del film un evergreen da rispolverare. Qui abbiamo un cast formidabile, Oscar a Kevin Spacey, ma anche Del Toro, Baldwin ecc. Siamo all'inzio delle sperimentazioni di sceneggiatura, dopo Tarantino il cinema ha voglio di cambiare volto e cominciare a costruire secondo queste nuove regole mai scritte. Funzione fino alla fine, veloce, dinamico, imprevedibile (o quasi). Singer è stato bravo a chiudere la storia all'ultimo secondo, lo spettatore allibito e spaventato da quello che ha capito non deve avere tempo a farsi domande sul film, perché la maggior parte sarebbero frottole. Quindi una vera trama non ce l'ha ma funziona lo spettacolo d'illusione. Singer firma conq uesto il suo secondo lungometraggio. Ottimo lavoro!
Un film di Bryan Singer.
Con Stephen Baldwin, Kevin Spacey, Chazz Palminteri, Gabriel Byrne, Benicio Del Toro. Titolo originale The Usual Suspects. Giallo, durata 105' min. - USA, Germania 1995