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giovedì 9 febbraio 2012

Speciale: John Rambo




John Rambo (2008)

É lui. É Rambo, e gli anni e qualche ruga in più non assopiscono per nulla la sua forza e l'urlo da "re della foresta" che riesumano gli appetiti di un pubblico addormentato e agiato sugli effetti speciali di film a basso contenuto e giocati solo sullo spettacolo, lontani anni luce dalle icone cinematografiche, che da troppo tempo non si presentano sugli schermi delle sale. La forza del film risiede negli ingredienti essenziali che il pubblico vuole, e Stallone li conosce a pieno, coinvolgendo lo spettatore in scelte molto pericolose: la nostalgia degli episodi precedenti, l'atteggiamento del protagonista (in quanto colonna portante) e la retorica lasciata in disparte. Non c'è tempo per i sentimenti e Rambo lo sa: la guerra è guerra; per quanto l'umanità (e la fede) sia portata alla luce dagli altri personaggi, che fungono da vittime senza reazione (almeno non così plateali), la violenza raggiunta a estremi livelli va annientata sullo stesso campo da gioco. Rambo non è una guida , ma un
aiuto, uno strumento, una macchina da guerra: il confine tra giustizia e violenza, ragione e assurdità, intelligenza e istinto, uomo e animale. Stallone è in grandissima forma, e crede nel suo personaggio, portandolo a compiere le azioni più uniche e conformi all'idea che la fama di Rambo già possiede: è una conferma non di ciò che gli altri film hanno mostrato ma di quello che hanno trasmesso; e il loro successo non può che elogiare quest'ultima opera della serie. La musica riprende il tema originale del primo film,e la fotografia (seppur digitale) mantiene lo spirito monocromatico che si confà all'anullamento dell'animo umano in siffatte situazioni.

Un film di Sylvester Stallone.
Con Sylvester Stallone, Julie Benz, Paul Schulze, Matthew Marsden, Graham McTavish.
Titolo originale Rambo. Azione, durata 93 min. - USA, Germania 2008

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